Subaltern studies Italia

L’analisi e la classe - a cura di Ferdinando Dubla

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sabato 23 febbraio 2013

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Con queste parole Antonio Ingroia ha scaldato il popolo di Rivoluzione Civile al Gran Teatro:


Io non ho paura perché voi non avete paura. Noi, rivoluzionari, non abbiamo paura perché siamo tanti e andremo avanti sino in fondo contri i mafiosi, i complici dei mafiosi, i corrotti, i grandi evasori fiscali, i partiti della casta, le banche della cricca, i padroni come Marchionne, le industrie degli armamenti. Perché noi siamo per la verità, per la giustizia, per l’eguaglianza, per i diritti dei senza diritto, per restituire il potere ai senza potere. Contro l’Italia dei disastri ma per vincere questa battaglia dobbiamo fare una rivoluzione. La rivoluzione dei cittadini onesti.
E le vere rivoluzioni si fanno non ergendosi a salvatori della patria. Io non sono un salvatore della patria, anzi, per citare una frase di un grande uomo importante: “ Io non sono un liberatore. I liberatori non esistono. Sono solo i popoli che si liberano da se” e questo grande uomo è Che Guevara.
Per fare una rivoluzione noi abbiamo forza, volontà e idee. Ma per fare una rivoluzione occorre innanzitutto cuore , passione ed emozione. Le tenebre di questa Italia sono il buio della democrazia e dell’ingiustizia, il buio della miseria e della disoccupazione. Nei primi mesi del 2012 sono fallite circa 300.000 aziende. Più di mille al giorno. La disoccupazione giovanile è al 37% e quella femminile è la più alta d’Europa. I prezzi sono aumentati ed è crollato il potere di acquisto di salari e pensioni. Sono 350.000 gli esodati senza lavoro e senza pensione e 260.000 i precari nella sanità e nella scuola.
L’Italia ha un cuore di tenebra e allora per uscire dal tunnel della crisi abbiamo bisogno di una vera rivoluzione e oggi rivoluzione in Italia significa risolvere innanzitutto la questione morale del nostro Paese. Trenta anni fa un grande uomo politico della nostra storia Repubblicana lo disse ma rimase inascoltato: “La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico”. Era Enrico Berlinguer.
Chi dice di sentirsi l’erede di questi ideali ha tradito quel patrimonio politico culturale ed etico. Ecco perché ci vuole la Rivoluzione Civile. Siamo noi che portiamo avanti quella battaglia, e per portare avanti quella battaglia bisogna abbattere questa classe dirigente irredimibile che sta divorando il paese rubando denaro pubblico e condannando alla povertà fasce sempre più ampie della popolazione. “ Io non sono un liberatore. I liberatori non esistono. Sono solo i popoli che si liberano da se”.
E’ ormai incontenibile la deriva immorale che ha investito l’intera classe dirigente caratterizzata da un neo capitalismo di rapina e dall’affarismo politico degli intrallazzi. MPS, Finmeccanica, Eni Saipem. Sono soltanto gli ultimi anelli di una lunga catena, la bancarotta etica del sistema per essere rovesciata ha bisogno di una rivoluzione. Una classe dirigente ormai agonizzante, asserragliata dentro il fortino del potere dove detengono tutte le armi; le armi del potere politico, del potere economico-finanziario e del potere dell’informazione. Gli Italiani onesti sono stufi, è il momento di dire basta a questa classe dirigente, il momento di espugnare quel fortino assediato ormai da milioni di italiani sempre più indignati, impoveriti ed inferociti. Come fare? Guardiamo in faccia la realtà e smascheriamo le menzogne. Prima menzogna: l’Italia è un Paese povero. In Italia non ci sono ricchezze da investire nello stato sociale e quindi nei servizi per i cittadini e negli investimenti per rilanciare la ripresa economica e creare nuovi posti di lavoro. È falso.
L’economia sommersa è arrivata al 31% del PIL. L’illegalità, tra corruzione ed evasione succhia 180 miliardi di euro l’anno. L’economia mafiosa ammonta a più di 150 miliardi di euro. Totale circa 400 mld di euro l’anno a fronte dei 2000 mld di euro di debito pubblico. Un paese civile non può accettare questo. Non può accettare un’economia dell’ illegalità come componente del sistema. E rispondiamo a chi provocatoriamente ci dice che noi presentandoci alle elezioni rischiamo di favorire Berlusconi. Diciamo che noi siamo gli unici veramente alternativi alle sue politiche. Noi siamo gli unici che abbiamo messo nel nostro programma l’obiettivo non di contrastare ma di eliminare la mafia. Un ministro di Berlusconi (Lunardi) disse: “Con la mafia bisogna convivere”. Noi la vogliamo sconfiggere.
Noi, inoltre, faremo la legge sul conflitto di interessi, a differenza del Pd che l’ha solo annunciata. Questa è la differenza tra noi e loro. Questa è la prova di come il partito democratico non abbia voluto risolvere il conflitto d’interessi e noi lo faremo non appena metteremo piede in parlamento. A differenza del Pd, avvieremo una politica per debellare la mafia e la casta dei corrotti e dei grandi evasori fiscali. Noi abbiamo la proposta di legge Ingroia-LaTorre. Quando parlo di confische ai patrimoni dei grandi evasori fiscali non mi riferisco certo alle piccole evasioni degli scontrini fiscali e cose del genere. Io parlo di chi viene processato per grandi evasioni fiscali: per fare un esempio a caso: Silvio Berlusconi è stato condannato per frode fiscale. Quando sarà in vigore questa normativa l’alto commissariato potrà fare l’accertamento su tutto il patrimonio di Berlusconi!
Ma noi la legalità la vogliamo tutelare non soltanto per colpire i sistemi criminali e le caste, ma anche per premiare l’Italia della legalità che ha pagato fino ad oggi il conto per tutti. A cominciare dai tanti, troppi disoccupati, sempre di più nel nostro paese, ai lavoratori con sempre meno diritti. Ai pensionati, ai giovani. Noi queste risorse le togliamo all’economia dell’illegalità per darle al Paese, all’Italia degli onesti. E come facciamo? Innanzitutto noi le tasse di chi ne ha pagate troppe fino ad oggi le vogliamo abbassare davvero. Prevediamo un meccanismo automatico di riduzione che avviene in modo proporzionale ed automatico per ogni euro di evasione fiscale che viene recuperato dallo stato. Così fa uno stato che si rispetti e che vuole appassionare i cittadini alla lotta alla legalità e non solo: perché noi quello che recuperiamo lo vogliamo mettere in un fondo pubblico gestito da una banca pubblica, un istituto pubblico di credito che agevoli l’economia della legalità. In questo fondo, che chiameremo il fondo della legalità, vogliamo che affluiscano non solo quanto tolto dalle truffe, ma anche dalla BCE e dal Sistema bancario privato.
Questo fondo, gestito da una banca pubblica, mette a disposizione delle imprese virtuose crediti agevolati al 2%. E non basta. Ci sono i fondi europei che spesso non utilizziamo. Entro il 2013 bisogna spendere 31 miliardi per progetti e noi diciamo che si devono spendere per la formazione dei giovani e per la gestione delle nuove tecnologie. E inconcepibile che noi versiamo all’Europa come avviene 15 miliardi di euro l’anno e ne riceviamo solo 8. Per questo proponiamo la costituzione di un nucleo nazionale di valutazione e predisposizione dei progetti per lo Stato e le Regioni.

Questa è l’Italia che vogliamo: più equa (patrimoniale e abolizione IMU prima casa), dalla parte dei lavoratori (abolizione riforma Fornero, reintroduzione articolo 18, legge sulla democrazia sindacale e diritto di voto ai lavoratori su contratti e accordi che lo riguardano), introduzione del salario minimo garantito, cancellazione delle 42 forme di contratto precario e promozione del contratto a tempo indeterminato come rapporto di lavoro standard, un piano straordinario per l’occupazione giovanile e femminile, introduzione reato di femminicidio, la risoluzione della questione degli esodati garantendo a chi ha sottoscritto accordi entro il dicembre 2011 l’accesso alla pensione con le vecchie regole. Perché uno stato serio non cambia le regole dopo.
Vogliamo il rispetto dei diritti civili (matrimonio omosessuale e adozione), la difesa dell’ambiente per un’Italia pulita e sana e la tutela del territorio e della salute dei cittadini contro la speculazione dei grandi gruppi industriali (Vedi ILVA Taranto).

Ci dicono: ma da dove prendete questi soldi? Li prenderemo dalle tasche dei corrotti, degli evasori fiscali, dei mafiosi e dei loro complici, da quelle dei super ricchi e noi vogliamo tagliarla spesa pubblica.. Direte: voi volete tagliare la spesa pubblica? Ma voi non siete gli spendaccioni che volete spendere? Sì, perché noi vogliamo smascherare la menzogna della casta che dice di aver tagliato la spesa pubblica. Non è vero, hanno tagliato solo la spesa sociale e noi invece vogliamo tagliare dove loro la spesa pubblica l’hanno aumentata per fare un favore alle grosse industrie. Avete capito di cosa parlo? Parlo dei tagli alla spesa militare che noi faremo. (F35- Ritiro truppe- Revoca decisione intervento MALI).
Più scuola pubblica, più università pubblica. La cultura serve a rendere i cittadini consapevoli. Non è facile realizzare tutto questo. Ecco perché ci vuole una rivoluzione. Come diceva Che Guevara, la vera rivoluzione deve iniziare dentro di noi. La prima rivoluzione sarà quella della verità e della responsabilità. Smascherare le menzogne di tutti. Smascherare la menzogna politica di chi in questa campagna elettorale ha detto il falso.
Berlusconi che arriva al punto di raggirare tanti italiani con una lettera che costituisce il reato e per questo lo abbiamo denunciato. Vergogna!

Monti che ha avuto la spudoratezza di promettere di togliere le tasse che lui stesso con convinzione ed obbedienza verso i poteri forti ha messo sulle spalle degli italiani. Vergogna!

Il Centro Sinistra ed in particolare il leader Bersani che dice di voler cambiare l’Italia per stare dalla parte dei lavoratori e andrà in Parlamento con questa dichiarazione di intenti e con un accordo già siglato con Monti. Caro Nichi Vendola: ti sei dimenticato di aver firmato questa dichiarazione? Come fai a dirti di sinistra avendo firmato questa dichiarazione? Tradendo le aspettative e le speranze dei lavoratori che in te hanno creduto e forse ancora credono e lo dico non per arraffare voti, ma per amore di verità, gli elettori sappiano. Smascheriamo le troppe menzogne che si sono dette in campagna elettorale.

E infine non possiamo fingere di non vedere il più grande bluff elettorale che si consuma in questi giorni che si chiama Beppe Grillo un uomo di spettacolo che regala spettacoli gratuiti nelle piazze d’Italia e dove affluiscono migliaia di spettatori contenti di assistere allo sberleffo del comico contro il potere. Ma questa non è politica che può cambiare il Paese. Non basta lo sberleffo, non basta la protesta, noi siamo contro la casta noi siamo contro il potere corrotto, contro i soprusi, contro la violazione dei diritti, siamo per la costituzione di questa repubblica e noi diciamo agli elettori l’Italia che vogliamo.
E tu, Beppe che Italia vuoi? Vuoi un’Italia antifascista o vuoi un’Italia che strizza l’occhio a Casa Pound. Di fascisti ne abbiamo. L’Italia che sta dalla parte della magistratura contro i mafiosi e i corrotti o l’Italia che ha paura della magistratura? Perché hai detto che hai paura della magistratura?

Ecco perché noi siamo diversi da tutti gli altri. Ecco perché noi stiamo facendo la Rivoluzione Civile con la quale cacceremo a pedate questa classe dirigente marcia e corrotta, entreremo nel fortino assediato e cambieremo l’Italia. Perché noi cambieremo la politica e realizzeremo quello che diceva John Kennedy: useremo il tempo della politica come uno strumento e non come una poltrona.
E lo faremo nel segno della giustizia e della verità. Perché andremo in parlamento anche per aiutare la magistratura ad illuminare le stanze buie della verità negata. L’Italia ha bisogno di aria pulita. L’aria pulita della giustizia sociale e della verità perché non c’è democrazia senza giustizia sociale e non c’è democrazia senza verità. Perché noi vogliamo giustizia sociale e noi vogliamo la verità sui misteri più bui della storia del nostro Paese. Anche in questo siamo rivoluzionari perché, come diceva Gramsci, “la verità è sempre rivoluzionaria”. Questa è la rivoluzione civile e io, come diceva Martin Luther King ho un sogno “I have a dream”, il sogno della rivoluzione, e questo è un sogno che si avvera, una speranza che si realizza e una scommessa che si vince. Vinciamo insieme. Viva la rivoluzione dei cittadini onesti.

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