le lenti di Gramsci

martedì 15 agosto 2017

LIBERAZIONE FEMMINILE E COSCIENZA RIVOLUZIONARIA



           

N.K.KRUPSKAJA
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Nadežda_Konstantinovna_Krupskaja#L.27incontro_con_Lenin_e_l.27esilio

INESSA ARMAND
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Inessa_Armand

A.M.KOLLONTAJ
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Aleksandra_Michajlovna_Kollontaj

ANGELICA BALABANOFF
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Angelica_Balabanoff

CLARA ZETKIN
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Clara_Zetkin
(nella foto, con ROSA LUXEMBURG)


hasta la victoria, Venezuela!

                                                                                 


per essere informati sulla situazione in Venezuela senza interpolazioni e censure, le corrispondenze della compagna giornalista i cui articoli non sono più graditi al Manifesto 

https://www.facebook.com/geraldina.colotti?fref=ts

USCIRE DALLE FALSIFICAZIONI IMPERIALISTE e le INTOSSICAZIONI MEDIATICHE SUL VENEZUELA
il poder bolivariano di Maduro richiede l'internazionalismo di tutta la sinistra di classe in ogni parte del mondo. (fe.d.)
                              


mercoledì 2 agosto 2017

La "Trudovaja skola" e il "comunismo di guerra"



Uno dei pedagogisti e storici della pedagogia più importanti del nostro paese è un allievo di Giovanni Gentile, Luigi Volpicelli (1900/1983). Fratello del più celebre Arnaldo, sostenitore e fanatico del corporativismo, passò indenne la transizione dal regime fascista alla democrazia costituzionale, conservando la cattedra di Pedagogia alla facoltà di Magistero a Roma fino al 1970, soprattutto perché stimato dai cattolici democristiani ma con estimatori anche nella cultura laica e di sinistra per il metodo e il rigore documentario. Il suo sogno (impossibile) era rendere "pragmatico" l'idealismo dell'"atto" educativo di Gentile in una cornice che nel dopoguerra post-fascista si voleva presentare come democratica e piena di valori sociali ed etici, un nuovo umanesimo che si distanziasse dall’esperienza del regime. Paradossalmente, Volpicelli trovava una parte dei suoi ideali nella scuola sovietica, quella rivoluzionaria-sperimentale (1917/1924) e quella dell'edificazione del socialismo (1924/1936). Fu autore di un testo basilare, al netto di considerazioni e interpretazioni non condivisibili, scritto nel 1949 e pubblicato nel 1950 (con tre edizioni), La storia della scuola sovietica, per i tipi de La scuola ed., dove, tra le righe, forte ed evidente era l'ammirazione sua per la straordinaria intrapresa del partito comunista nel campo del sapere e della conoscenza, dell'istruzione popolare e professionale, modello di riferimento per la pedagogia mondiale, soprattutto per merito della leninista N.K.Krupskaja e dell'educazione al collettivo di Makarenko.
Riportiamo la prima pagina del testo, dove Volpicelli rende omaggio alla Kruspkaja, la moglie di Lenin, pedagogista e rivoluzionaria. (fe.d.)
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I fondamenti della prima riforma bolscevica della scuola risultano in gran parte anticipati dalle idee che Nadezda Kostantinovna Krupskaja aveva espresso tra il 1911 e il 1917 sulle pagine dell’ Educazione libera,  rivista pedagogica di estrema avanguardia. Nel 1915, ella aveva anche raccolto e sistemato il proprio pensiero in un’operetta dal titolo Narodnoie Obrazovanie i Democratia (L’educazione democratica e popolare); la quale, pubblicata in quel turbinoso 1917, apparve come il testo più ovvio della nuova pedagogia, sia per la posizione dell’autrice, “la prima signora del Grande Impero Russo, secondo le idee e la fraseologia borghese” scriveva la  Zetkin,  sia perché il problema della educazione e dell’istruzione popolare aveva costituito da così lungo tempo la “sua sfera di attività personale, a cui si era dedicata con tutta l’anima” sia, infine, perché assunto un importante posto di lavoro e di comando nel Narcompros (Commissario del Popolo per l’illuminazione popolare+), la Krupskaja partecipò attivamente alla redazione delle leggi rivoluzionarie, e poi dei programmi (nota 1)
+( illuminazione popolare trad. per istruzione popolare, ndr)



Nota 1
Al “viso gentile”, gli “occhi caldi e amichevoli”, l’aspetto modesto, di una semplicità “quasi puritana”, i capelli pettinati lisci, all’indietro e fermati sulla nuca con un nodo “poco galante”, la si sarebbe presa, la Krupskaja, per una “massaia affaccendata”, cui “sola preoccupazione sia di non perder tempo”. Oltre che moglie di Lenin, invece, ella era la sua “mano destra”,  “la prima e migliore segretaria” sua, “la più convinta compagna di pensiero, la più esperta interprete” delle sue vedute; “instancabile” nell’acquistargli “con forza e con saggezza amici e simpatizzanti”. Sarebbe stato “ridicolo” ed “offensivo”, però, immaginarla “come un alter ego di Lenin”: se aveva lottato con lui e per lui durante tutta la vita “anche quando l’esilio e le più amare persecuzioni li avevano divisi”, ella aveva conservato sempre una “sua sfera d’attività personale, a cui si era dedicata con tutta l’anima”: il problema, appunto, “dell’educazione e dell’istruzione popolare”. Così nelle Note su Lenin (trad.ital. E-GI-TI, Milano, s.d., p.49), scritte nel 1925 da CLARA ZETKIN.
da  Luigi Volpicelli, Storia della scuola sovietica, La scuola ed., Brescia, 1950 (3^ed.1953, pag.7)

giovedì 13 luglio 2017

UNA PEDAGOGIA PER LA RIVOLUZIONE


abstract
La filosofia dell'educazione nei 'Quaderni' di Gramsci e la 'pedagogia della prassi ‘ sovietica
di Ferdinando Dubla
La pedagogia di Gramsci, che si configura come filosofia umanistica dell'educazione, è parte integrante della prassi marxista. Negli stessi anni, in URSS, educatori e maestri, tra i quali la N.K.Krupskaja e A.S.Makarenko, cercavano, con l'impostazione e l'interpretazione del collettivo e dell'educazione sociale, una pedagogia della rivoluzione che, interpretando la lezione leninista, investisse sulla cultura e la scienza per l'"uomo nuovo" dello stato socialista.
 
Risulta evidente l'estrema attualizzazione della riflessione gramsciana sulla scuola, snodo fondamentale di un possibile rinnovamento sociale, e il collegamento alla filosofia di Marx e alle più generali categorie di Gramsci di analisi politica. 
La scuola sovietica, sotto la spinta della “pedagogia della prassi” di carattere rivoluzionario, fu considerata, quasi universalmente, una delle conquiste più significative ed efficaci per la formazione delle giovani generazioni nello stato socialista. Attraverso dibattiti e sperimentazioni, l’estensione di massa della cultura e del sapere e la natura gratuita e obbligatoria della frequenza, il legame con il mondo del lavoro, della produzione, della scienza e della tecnica, si edificò una delle realizzazioni strutturali tra le più importanti della storia dell’educazione di tutti i tempi. 
  • Pedagogia della rivoluzione fu quella della Krupskaja, che non fu solo la moglie di Lenin, ma una forte personalità di maestra dell’educazione dell’”uomo nuovo” sovietico, l’uomo ‘onnilaterale’ di Marx, in cui cultura umanistica e cultura scientifico-professionale non fossero separate come funzionalmente nella divisione del lavoro capitalista, ma unificate attraverso il metodo del collettivo e della cooperazione. Dalla raccolta dei suoi scritti di pedagogia editi dalle edizioni Progress di Mosca in Italia nel 1978, è palese come la K. cerchi una creativa applicazione della metodologia di lavoro di Lenin e della sua analisi dialettica, fino all’elaborazione di una didattica disciplinare per il lavoro dell’insegnante. 
- Un’altra delle eredità più interessanti dell’esperienza sovietica degli anni ’20 e ’30, e che finora non si è riusciti a eliminare o ridurre nella ricerca pedagogica mondiale da parte dell’egemonia culturale liquidatrice dell’esperienza sovietica, è quella della cosiddetta “didattica del collettivo”, praticata e teorizzata in quegli anni da Anton Semenovic Makarenko (1888/1939).
 

mercoledì 12 luglio 2017

Comunicato congiunto dei Comitati Regionali del PCI di Puglia e Liguria sul ‘risanamento’ dell’ILVA

 
 


La nuova proprietà Ilva affronterà il cosiddetto “risanamento dell’ILVA” scaricandone comunque i pesi finanziari e sociali sulla pelle dei lavoratori e delle loro famiglie.
Infatti sono dati certi dell’accordo sia il licenziamento di poco meno della metà degli occupati del gruppo, sia una consistente riduzione dei salari per i “fortunati” che conserveranno il loro posto di lavoro, ed assai incerti e fumosi sono gli impegni di risanamento ambientale; al contempo il prezzo d’acquisto rimane modesto ma sufficiente a restituire i soldi a chi li anticipa, e l’ambientalizzazione rimane sostanzialmente indefinita e a carico di terzi: un vero affare per i nuovi padroni come lo fu 22 anni fa per Emilio Riva garantito nell’acquisizione dal Governo Dini.
Gravi, enormi e reiterate sono dunque le responsabilità del Governo (attuale e precedenti), del suo giovane ministro spocchioso ed incompetente, e degli attuali “ragionieri” delegati a dare un parere sulle proposte di acquisto in campo.
Si è voluta determinare una situazione di difficilissima gestibilità anche per i sindacati, trattati da comprimari, invitati a cose praticamente fatte, per assumere il ruolo di umiliati certificatori.
Il Partito Comunista Italiano che rifiuta e si oppone a queste logiche nefaste, invita gli operai di tutti gli stabilimenti ILVA a unirsi nella lotta : il destino di uno deve essere il destino di tutti! e propone la tenuta di un referendum nazionale sull’accordo, come lo è stato per Alitalia. Due vicende assai simili.
I lavoratori devono tornare a essere classe e unire Taranto, Genova e gli altri stabilimenti del gruppo. Senza questa unità i lavoratori potranno forse ottenere vittorie momentanee, ma, alla lunga, come i fatti insegnano, prevarranno le logiche distruttive del capitale e la battaglia sarà definitivamente persa.
Occupazione e risanamento ambientale sono due questioni strettamente legate che devono essere affrontate e risolte congiuntamente, per depotenziare il ricatto occupazionale e avviare contestualmente una vertenza che leghi gli interessi dei territori a quelli dei lavoratori.
Il Partito Comunista italiano è al fianco dei lavoratori ILVA per sostenere tutte le iniziative di lotta e di mobilitazione collettiva, contrarie all’assurdità della svendita di un settore ritenuto “strategico per il PIL nazionale”, anche direttamente presso le sedi Istituzionali del Governo e del Parlamento.
Il Partito Comunista Italiano ribadisce la necessità di ri-nazionalizzare la fabbrica, e di ricomporre i diritti dei lavoratori e dei cittadini unendoli in una lotta comune, per fermare l’ulteriore privatizzazione di tutto un patrimonio pubblico.
I lavoratori ILVA e i cittadini di Taranto, di Genova e delle altre città in cui ha sede l’industria siderurgica non sono merce da svendere agli interessi capitalistici; solo una lotta unitaria che aggreghi le forze e gli interessi di tutti potrà salvare l’occupazione e garantire la salute di tutti.
Il Partito Comunista Italiano a tal fine propone alle forze sindacali, alle forze politiche ed alla cittadinanza attiva di organizzare e tenere a Taranto un convegno nazionale sulla siderurgia.

 Taranto , Genova, li 10.07.2017
 
PCI -- comitato regionale Puglia-Liguria
 


martedì 11 luglio 2017

UN GIACIMENTO INESTIMABILE: in rete le opere complete di Lenin


le opere complete di Lenin, scaricabili, leggibili e fruibili collettivamente e oggi ce n'è un gran bisogno
un grazie a chi lo ha reso possibile nel centenario della grande rivoluzione d'Ottobre. (fe.d.)

https://www.marxists.org/italia…/lenin/lenin-opere/index.htm





lunedì 10 luglio 2017

Pionieri del futuro. Una proposta pedagogica comunista


dal nr. del 2017 di Marxismo oggi on line, diretto da Alex Hobel, un saggio pedagogico tra passato e futuro del socialismo e della sua proposta educativa
di Paola Pavese
(estratto su)

Lev Vygotskij

Lev Vygotskij fu lo studioso sovietico che individuò nella Zona di Sviluppo Prossimale quelle potenzialità che nel bambino possono svilupparsi o meno e in misura variabile a seconda di quanto vengano stimolate dall’ambiente circostante, in particolare nel rapporto con le persone che gli sono vicine e che già hanno acquisito competenze in quello stesso ambito.

La peculiarità della pedagogia di Vygotskij è infatti quella di mettere in luce il rapporto tra educato ed educatore e il progressivo dispiegarsi delle potenzialità che andranno ad accrescersi progressivamente sino alla maturità del soggetto e ancora oltre. La sua non fu dunque una fascinazione verso l’infanzia, ma verso le potenzialità dell’essere umano. Questo gli permise di mettere in luce, con particolare evidenza, le responsabilità educative e il ruolo degli adulti, senza dimenticare quanto i ragazzi sappiano aiutarsi vicendevolmente.

Ma di più, Vygotskij fu lo studioso che più di ogni altro mise il bambino all’interno del suo contesto sociale e l’uomo nel suo contesto storico, evidenziando come la formazione stessa della coscienza e le possibilità linguistiche di concepirla ed esprimarla siano atti possibili per l’essere umano sono all’interno del contesto sociale e di come questo contesto sociale muti costantemente.

La raffinatezza e la profondità della sua visione, dei suoi studi e delle sue sperimentazioni - sempre lontana da ogni tentazione puramente deterministica e meccanicistica -  non si astrasse mai dal momento storico che stava vivendo e dall’impegno che assunse nella costruzione concreta del socialismo. Il suo impegno lo portò a spaziare, fin dove fosse necessario, tra arte, psicologia e pedagogia, seguendo le tracce che potessero svelare i meccanismi del linguaggio  e  del pensiero per poi utilizzare quella chiarezza nei compiti concreti che l’Unione Sovietica doveva affrontare nell’educazione del popolo.

La sua acutezza lo portò a vedere possibilità e a distinguere così sottilmente, che non tutti furono in grado ed ebbero il tempo, in quegli anni convulsi, di valutare appieno il suo apporto alla causa sovietica. Restano però i suoi scritti. A noi il compito di farli nuovamente vivere, nell’orizzonte politico e umano che lui scelse: la costruzione del socialismo.

tutto il saggio lo trovi qui

http://www.marxismo-oggi.it/saggi-e-contributi/saggi/206-pionieri-del-futuro-una-proposta-pedagogica-comunista

                                  Lev Vygotskij (1896/1934)